111
«Si fanno moltissimi, ed
assai varj discorsi, i quali in gran parte chiamarsi debbono
sistematici, perchè (sono) appoggiati soltanto a
congetture...»
.
112
«La confusione
dell'antica, ed unica lingua, che a tempo del diluvio parlavasi
dagli uomini, e l'origine dei nuovi idiomi comparssi nella stessa
confusione sono fatti, i quali quantunque non si raccontassero
nella sacra Storia, nè si trovasero indicati nella
tradizione delle genti, si rilevano indubitabili, e compariscono
evidenti a chi rifletta, e osservi attentamente la moltitudine di
lingue, che sono nel mondo essenzialmente diverse, e per la
varietà delle loro parole, e perla differenza notabilissima
del loro raro, e mirabile artificio»
.
113
«In tutte le lingue delle
nazione si ravviserebbe qualche relazione fra loro, e si
scuoprirebbero idee ancora relative a quella prima, ed unica
lingua, che in tempo del diluvio parlavasi dagli
uomini»
.
114
«Questa prova
comparirà veramente efíicacissima, e sorprendente,
allorchè si presenti sotto gli occhj un saggio della
moltitudine, e varietà mirabile delle lingue: quindi io con
istento, e fatica grande mi sono adoperato per formare un tal
saggio; ed a questo fine ho radunato l'orazione del Padre
nostro in più di 60, lingue, delle quali più di
40 sono lingue madri. Ancora ho raccolti i numerali di moltissime
Nazioni, e gli elementi grammaticali di non pochè lingue
sconosciute agli Europei»
.
115
«Potere presentare nel
seguente tomo un saggio di lingue, che basti ad illuminare i
Letterati in questa materia, ad illustrare la questione della
confusione delle lingue, e la nascita dei nuovi idiomi nella
fabbrica della torre di Babele, ed a dimostrare il fatto di tale
confusione, riferita da Mosè, in guisa tale, che la sua
verità, che è domma sacro, perchè contenuto
nelle sacre Lettere, e storico, perchè, come si è
provato, si deduce dalla profana storia, sia ancora domma
Filosofico, perchè si rileva, e scuopre con evidenza nella
moltitudine, e nel vario, e mirabile artifizio delle lingue, che
ancora esistono»
.
116
«Il mio pensiere, che era
vastissimo, poichè si stendea a dare qualche idea di
più di cento lingue Madri, della cui esistenza ho notizie
certe, sarebbe riuscito ottimamente sedici anni prima, quando
nell'Italia arrivai con gli altri compagni Gesuiti Spagnuoli,
de'cui sigolari lumi, e cognizione nelle lingue potrei avere
profittato. Presentemente non ho questa vantaggiosissima occasione;
imperciocchè nel detto corso di anni sono passati a migliore
vita, ed al godimento del premio delle loro fatiche più di
dugento Missionarj di nazioni barbare, delle cui lingue trovo in
Italia pochi Spagnuoli, o Americani intendenti. Tuttavia fra gli
Esgesuiti Spagnuoli viventi ho trovato il Padre nostro in
più di trenta lingue Madri. Non ho potuto rilevare gli
elementi grammaticali di tutte queste, perchè parecchj dei
detti Esgesuiti viventi per la loro somma vecchiaja non si trovano
in istato di scriverli, nè di dettarli; ed altri hanno
dimenticato le lingue, che nelle presenti circonstanze erano
divenute loro inutile»
.
117
La correspondencia de estos escritores se encuentra concentrada en el Ms. 3 de Hervás (Vat. lat. 9802), con los números (cfr. Batllori, 1966: 243-259) 78-106, la de Joaquín Camaño, con fechas entre abril de 1783 y octubre de 1784, y una suelta de noviembre de 1787; n.os 110-112, la de Filippo Salvatore Gilij, con fechas entre junio de 1783 y febrero de 1784, y una suelta de febrero de 1787; y n.os 138-158, la de Francisco Xavier Clavigero, con fechas entre junio de 1783 y octubre de 1784, y otras cartas sobre temas distintos de enero de 1780, diciembre de 1782, enero de 1783 y mayo de 1786 (Clavigero era utilizado como informante desde largo tiempo atrás sobre otras muchas cuestiones).
118
Los «Elementi grammaticali» están conservados en los manuscritos de Hervás 1 (Archivo Romano S. J., Opp. NN. 342), n.os 32-64; 3 (Vat. Lat. 9802), n.° 77; y 4 (Vat. Lat. 9803), n.°os 161-182.
119
Acerca de la admiración que Humboldt tenía por los materiales de Hervás y el uso que hizo de ellos, véase Batllori, 1966: 203-204 y 212-217, principalmente.
120
«In questa non si
separarono da'Genitori i figliuoli: ma ogni famiglia si
conservò, viaggiò, è si stabili unita... I
Capi delle famiglie disperse furono tanti, quanti erano le tingue
differenti; imperciocchè il numero di queste indicherebbe
quello delle nazioni, che formarsi doveano. Del numero, e della
varietà delle lingue, che comparvero nella fabbrica della
torre di Babele, formerassi sufficiente idea colla lezione del mio
catalogo delle lingue conosciute, e del mio saggio de'loro
grammaticali elementi».