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«Si fanno moltissimi, ed assai varj discorsi, i quali in gran parte chiamarsi debbono sistematici, perchè (sono) appoggiati soltanto a congetture...».

 

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«La confusione dell'antica, ed unica lingua, che a tempo del diluvio parlavasi dagli uomini, e l'origine dei nuovi idiomi comparssi nella stessa confusione sono fatti, i quali quantunque non si raccontassero nella sacra Storia, nè si trovasero indicati nella tradizione delle genti, si rilevano indubitabili, e compariscono evidenti a chi rifletta, e osservi attentamente la moltitudine di lingue, che sono nel mondo essenzialmente diverse, e per la varietà delle loro parole, e perla differenza notabilissima del loro raro, e mirabile artificio».

 

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«In tutte le lingue delle nazione si ravviserebbe qualche relazione fra loro, e si scuoprirebbero idee ancora relative a quella prima, ed unica lingua, che in tempo del diluvio parlavasi dagli uomini».

 

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«Questa prova comparirà veramente efíicacissima, e sorprendente, allorchè si presenti sotto gli occhj un saggio della moltitudine, e varietà mirabile delle lingue: quindi io con istento, e fatica grande mi sono adoperato per formare un tal saggio; ed a questo fine ho radunato l'orazione del Padre nostro in più di 60, lingue, delle quali più di 40 sono lingue madri. Ancora ho raccolti i numerali di moltissime Nazioni, e gli elementi grammaticali di non pochè lingue sconosciute agli Europei».

 

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«Potere presentare nel seguente tomo un saggio di lingue, che basti ad illuminare i Letterati in questa materia, ad illustrare la questione della confusione delle lingue, e la nascita dei nuovi idiomi nella fabbrica della torre di Babele, ed a dimostrare il fatto di tale confusione, riferita da Mosè, in guisa tale, che la sua verità, che è domma sacro, perchè contenuto nelle sacre Lettere, e storico, perchè, come si è provato, si deduce dalla profana storia, sia ancora domma Filosofico, perchè si rileva, e scuopre con evidenza nella moltitudine, e nel vario, e mirabile artifizio delle lingue, che ancora esistono».

 

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«Il mio pensiere, che era vastissimo, poichè si stendea a dare qualche idea di più di cento lingue Madri, della cui esistenza ho notizie certe, sarebbe riuscito ottimamente sedici anni prima, quando nell'Italia arrivai con gli altri compagni Gesuiti Spagnuoli, de'cui sigolari lumi, e cognizione nelle lingue potrei avere profittato. Presentemente non ho questa vantaggiosissima occasione; imperciocchè nel detto corso di anni sono passati a migliore vita, ed al godimento del premio delle loro fatiche più di dugento Missionarj di nazioni barbare, delle cui lingue trovo in Italia pochi Spagnuoli, o Americani intendenti. Tuttavia fra gli Esgesuiti Spagnuoli viventi ho trovato il Padre nostro in più di trenta lingue Madri. Non ho potuto rilevare gli elementi grammaticali di tutte queste, perchè parecchj dei detti Esgesuiti viventi per la loro somma vecchiaja non si trovano in istato di scriverli, nè di dettarli; ed altri hanno dimenticato le lingue, che nelle presenti circonstanze erano divenute loro inutile».

 

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La correspondencia de estos escritores se encuentra concentrada en el Ms. 3 de Hervás (Vat. lat. 9802), con los números (cfr. Batllori, 1966: 243-259) 78-106, la de Joaquín Camaño, con fechas entre abril de 1783 y octubre de 1784, y una suelta de noviembre de 1787; n.os 110-112, la de Filippo Salvatore Gilij, con fechas entre junio de 1783 y febrero de 1784, y una suelta de febrero de 1787; y n.os 138-158, la de Francisco Xavier Clavigero, con fechas entre junio de 1783 y octubre de 1784, y otras cartas sobre temas distintos de enero de 1780, diciembre de 1782, enero de 1783 y mayo de 1786 (Clavigero era utilizado como informante desde largo tiempo atrás sobre otras muchas cuestiones).

 

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Los «Elementi grammaticali» están conservados en los manuscritos de Hervás 1 (Archivo Romano S. J., Opp. NN. 342), n.os 32-64; 3 (Vat. Lat. 9802), n.° 77; y 4 (Vat. Lat. 9803), n.°os 161-182.

 

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Acerca de la admiración que Humboldt tenía por los materiales de Hervás y el uso que hizo de ellos, véase Batllori, 1966: 203-204 y 212-217, principalmente.

 

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«In questa non si separarono da'Genitori i figliuoli: ma ogni famiglia si conservò, viaggiò, è si stabili unita... I Capi delle famiglie disperse furono tanti, quanti erano le tingue differenti; imperciocchè il numero di queste indicherebbe quello delle nazioni, che formarsi doveano. Del numero, e della varietà delle lingue, che comparvero nella fabbrica della torre di Babele, formerassi sufficiente idea colla lezione del mio catalogo delle lingue conosciute, e del mio saggio de'loro grammaticali elementi».

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